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Fienile in Arte 2019. Il video dell’inaugurazione.

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L’inaugurazione della rassegna ideata e promossa dall’Artista Giusto De Bettin.

Si è inaugurata la bellissima rassegna pittorica “Fienile in Arte” ormai giunta alla 10a edizione.

Un iniziativa voluta e promossa dall’Artista Giusto De Bettin di Costalta, che mette a disposizione la sua meravigliosa Baita quale contenitore creativo.

10  edizioni, una storia di successo. 

Un evento di sicuro interesse che ANIMA Costalta. 

ArteComelico e Costaltarte promuovono e in sinergia offrono ogni anno una serie di eventi importanti e di grande qualità’.

Non mancate. 

Www.artecomelico.com

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Scalpelli e Pennelli in Ceda Sai a COSTALTA

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Si inaugura domani 20 Luglio 2019 alle ore 18 presso il museo CASA SAI, adiacente al Museo Etnografico di COSTALTA in Provincia di Belluno la bella mostra degli scultori Erminio Carbogno di Padola di Comelico Superiore, di Giandomenico Menia di Danta e di Giusto De Bettin di Costalta.

Non mancate.

Le opere saranno visibili tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00

www.artecomelico.com

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Fienile in Arte 2019. Costalta. 10 edizione

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Verra’ inaugurata Domenica 21 Luglio 2019 alle ore 17.00 la decima edizione di “Fienile in Arte” di Giusto De Bettin.

Un edizione speciale che vedra’ esporre i pittori Giusto De Bettin assieme a Isabella Bedon, gli scultori Marco De Lorenzo e Avio De Lorenzo.

La rassegna, ospitata nella BAITA meravigliosa di Giusto, nostro socio, restera’ aperta fino al 18 Agosto con i seguenti orari:

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00

Non mancate di visitare l’iniziativa, realizzata da Giusto De Bettin in collaborazione con COSTALTARTE.

Gli artisti espongono in localita’ PREDA sulla strada tra COSTALTA e FORCELLA ZOVO.

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Recensione critica della Dott.ssa Barbara Bortot. Dolomiti: Un Mondo.

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A seguire la nota critica della Dott.ssa Barbara Bortot che ringraziamo per la splendida collaborazione fornita in occasione della mostra Dolomiti:Un Mondo realizzata ad Auronzo di Cadore nell’estate 2019.

DOLOMITI: UN MONDO

Le opere presenti di ArteComelico sono 41. Idealmente possiamo distinguerle in due gruppi. Un corpus, dove collochiamo quadri e sculture di richiamo oraziano dell’ ut pictura poesis, è caratterizzato dall’EQUILIBRIO. Qui le Dolomiti sono la sua flora e fauna, le creature fantastiche che ne popolano i boschi, lo scorcio di un villaggio, il profilo di un monte, la visione di un lago o di una luna piena, scene di vita quotidiana, la rappresentazione di una tradizione locale, di un personaggio noto, paesaggi cartolina e sono persino satira stimolante.

L’altro gruppo, invece, è formato da lavori in cui c’è TENSIONE. E’ la tensione a mettere in relazione una linea, un colore (può essere anche un piccolo spruzzo di rosso, o un’intera tela di juta) con lo spazio. E’ attraverso la tensione che l’artista raggiunge il suo oggetto, il mondo delle Dolomiti appunto, in una sintesi di fragilità e potenza.

Certamente se fosse stata realizzata prima dello scorso ottobre, la mostra avrebbe avuto un’identità diversa. E’ proprio vero quello che ancora oggi leggiamo scolpito sul frontone del Teatro Massimo di Palermo: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita”.

Non a caso, a mio avviso, nelle opere di ArteComelico, l’uomo non c’è. Non è attivo, ma piuttosto contemplativo. Lo sciatore, l’alpinista sono statici, non sono ritratti mentre affrontano una discesa o si arrampicano. E ancora il contadino che falcia, occupa sì quasi l’intera scena, ma non ha un volto. Il menadas, che faceva fluitare i tronchi lungo i torrenti impervi dell’alta montagna, sembra in fase metamorfica, più simile al tronco che sta cercando di domare che ad un essere in carne ed ossa. L’uomo non c’è perchè non è lui il protagonista. In un futuro più vicino possibile, la natura ritornerà ad avere il suo ruolo, il suo spazio e l’uomo tornerà ad amarla e rispettarla.  Allora ecco che l’occhio gigante esposto in una sala non è tanto quello della Terra che piange per le ferite subite e che le infliggiamo, bensì è l’occhio del nuovo uomo che ha preso coscienza del suo egoismo e comportamento. Ed ecco che la lama della falce del contadino sopra citato, in una cessazione  del conflitto uomo – natura, si piega, si distende e si svolge in una bandiera bianca verso le Dolomiti.

Barbara Bortot

Art promoter e critica d’arte – Vicepresidente Associazione Casa d’Europa Dolomiti

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Un successo di pubblico e critica la mostra DOLOMITI: Un Mondo.

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Per la stagione estiva il Comune di Auronzo ha programmato e finanziato una copiosa serie di eventi culturali e sportivi.
Inaugurata nella sala Esposizioni del Municipio la mostra collettiva ‘Dolomiti:un Mondo’, dedicata al X anniversario dell’intitolazione delle Dolomiti a Patrimonio dell’Umanita’ UNESCO.
La mostra è organizzata dal Comune di Auronzo, ideata e curata dall’Assessore Andrea Costa, con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Comune di Treviso.
Presenti le opere di 130 artisti delle 3 associazioni ArteComelico, Circolo Morales di Belluno e Artisti Trevigiani…l’arte e le Dolomiti creano un ponte ideale di colori e emozioni che unisce le persone e i territori!!!
#Dolomiti Dolomites UNESCO #AuronzodiCadore #10anni #Arte #mostracollettiva #Municipio #Eventi #Estate2019 #Staytuned

Immagine della sala durante l’inaugurazione

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Dolomiti: Un Mondo. La recensione critica della Dott.ssa Ombretta Frezza.

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Dolomiti : Un Mondo

In occasione del decimo anniversario della titolazione delle Dolomiti Patrimonio dell’Unesco, il Comune di Auronzo di Cadore, da sempre socio sostenitore della Fondazione Dolomiti Unesco, ha organizzato una mostra che vedrà il coinvolgimento di tre associazione e cento trenta artisti.

Un evento di particolare interesse culturale che vuole ricordare come a Siviglia, nel giugno 2009, durante la 33esima seduta, il Comitato Patrimonio Unesco decise di iscrivere le Dolomiti nella lista del Patrimonio Mondiale, ponendo l’attenzione sullo straordinario valore di Bene Naturale.

Da quel momento compare un logo proprio e l’intitolazione “Fondazione Dolomiti Unesco”.

L’Assessore di Auronzo di Cadore, nonché presidente dell’Associazione Arte Comelico, Andrea Costa, ha invitato l’Associazione Arte Comelico, Il Circolo Artistico Morales e l’Associazione Artisti Trevigiani, chiedendo ad ogni singolo artista di raccontare la montagna attraverso il proprio vissuto personale e le emozioni che questa suscita nei loro cuori.

La rassegna prenderà il via sabato 15 Giugno 2019, alle ore 17,  presso la Sala Esposizioni del Municipio di Auronzo e resterà aperta fino al 9 Luglio.

Interverranno le autorità nella figura del sindaco di Auronzo di Cadore Tatiana Pais Becher, dell’Assessore e Presidente dell’Associazione Arte Comelico Andrea Costa, dei presidenti delle singole associazioni.

Le note critiche saranno a cura di Ombretta Frezza, Barbara Bortot e Francesca Lauria Pinter.

La vernice sarà animata dall’Intermezzo musicale a cura di Mattia Nio De Biasi e dalla lettura di alcune pagine del libro “Le tre lune” di Alfonso Lentini.

L’evento vede la presenza di artisti tra i più diversi per tecniche, stili: pittura, scultura, fotografia, incisione arrivano a dialogare tra di loro, contaminandosi, creando una sinergica energia.

Non isolamento ma apertura, volontà di dare voce ad una pluralità che arriva a celebrare la montagna in ogni sua declinazione e aspetto.

Ogni singola tela, scultura, fotografia, incisione potrebbe essere comparata ad un tassello che va a comporre una caleidoscopica visione che conduce l’osservatore all’interno di un’esperienza emozionale, intima e spirituale.

Il colore si fa voce narrante, conducendoci dentro ogni  opera  e facendoci divenire tutt’uno con la stessa,  protagonisti di un percorso sensoriale: occhi che ci portano a vedere e a stupirci, come se fosse la prima volta, dello straordinario spettacolo messo in scena dalla natura in ogni sua più piccola, impercettibile variazione, udito che ci porta a sentire i suoni della natura, canto meraviglioso di un paesaggio che si svela nei suoi segreti più reconditi, olfatto che ci porta ad avvertire profumi, odori che risvegliano in noi ricordi, attimi, fotogrammi di un passato che credevamo abbandonato, sopito, addormentato tra le pieghe della nostra anima e che invece si ridesta, tatto che ci porta ad accarezzare, sfiorare, abbracciare arrivando a creare un rapporto di totale sinergia con ciò che ci circonda.

Una montagna raccontata nell’andare delle ore e del susseguirsi delle stagioni, svelandosi a noi in modo ancora candido e innocente, non stravolto dalla modernità che contraddistingue la nostra contemporaneità.

Colore, luce, aria che corteggiano lo spazio compositivo, si studiano, si cercano per poi farsi tutto e abbandonarsi ad una continua ricerca dal sapore impressionista fino alla conquista di soluzioni di matrice informale ed astratta.

Un paesaggio che potremo definire senza tempo, all’interno del quale l’uomo entra, lasciandosi alle spalle la frenesia di una quotidianità che corre a doppia velocità, finalmente libero dalle catene, gli affanni, le alienazioni di un mondo che sta perdendo, ogni giorno di più, il proprio orientamento.

Ciò che colpisce è il silenzio che accarezza e avvolge valli, laghi, cime innevate, boschi case, interrotto solamente dal suono di un vento che non fa paura, la cui eco bisbiglia all’orecchio dell’osservatore, storie, segreti, frasi dette e non dette, realtà mai davvero svelate totalmente.

Scorci che vorrei leggere come un estremo tentativo di salvaguardare la memoria di tutti quegli aspetti culturali e ambientali che avevano favorito l’insediamento delle comunità locali.

Colpiscono le opere che sembrano cristallizzare il tempo a quel 30 Ottobre 2018, quando le nostre Dolomiti sono stare ferite, violentate, stravolte da un uragano di eccezionale portata.

Il volto di quelle terre che cambia per sempre, la cicatrice che solca l’anima delle valli e dei suoi paesini e che oggi è visibile ai nostri occhi con la presenza di alberi ancora ripiegati su se stessi e caduti a terra, un popolo che non si è arreso, non si è lasciato travolgere da ciò che è accaduto ma si è rialzato, ha ripreso in mano la situazione ed è voluto ripartire, rimboccandosi le maniche, come solo la gente di montagna sa fare, con orgoglio, dignità e amore per la propria terra.

Ombretta Frezza

Critica e Storica dell’Arte – Vicepresidente Associazione Artisti Trevigiani

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Allestita la Mostra di Auronzo. Dolomiti: Un Mondo. Pronti al via.

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Si e’ completato oggi l’allestimento della mostra “Dolomiti: Un Mondo.” promossa ed ospitata dal Comune di Auronzo di Cadore presso la sala espositiva comunale.

Tre le importanti associazioni coinvolte, Arte Comelico, Circolo Artistico M. Morales, Artisti Trevigiani.

“Desidero ringraziare i volontari delle associazioni che hanno aiutato ad allestire la sala”, commenta Andrea Costa, Assessore del Comune di Auronzo di Cadore e Presidente di Arte Comelico.

130 Opere. 130 Artisti. Oli su tela, sculture, acquarelli.

Inaugurazione SABATO 15 Giugno 2019 alle ore 17.00

Aperta fino al 9 Luglio.

Non mancate!!!!!

www.artecomelico.com